ALLARMI, SIAM FASCISTI!

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Emanuele Fiano, il perfetto sconosciuto di origine ebraica, insieme all’altrettanto sconosciuta Laura Boldrini di origine FAO, (almeno per quanto se ne sappia) intendono mettere alla ghigliottina chiunque inneggi in qualche modo al fascismo, fosse pure con un portachiavi raffigurante il Duce.

L’intelligenza aliena della Boldrini va oltre. Ella arriva a chiedere la distruzione dei monumenti fascisti perché secondo il suo illuminante parere, metterebbe a disagio certe persone che vi passano accanto. Per cui, al fine di preservare la suscettibilità di costoro, la sua follia arriva a voler abbattere tutti i monumenti e le opere d’arte del Ventennio.

Idee e propaganda tipiche dell’ISIS, che distrugge ogni cosa che non abbia un attinenza con il proprio modo di vedere il mondo e che non accetta il pensiero diverso di coloro che lo abitano. Due terroristi seduti in parlamento che vorrebbero, uno l’eliminazione del pensiero, l’altra la distruzione materiale di ciò che il fascismo creò.

Strani personaggi questi due signori, sbucati dal nulla, che predicano la democrazia a secondo delle loro esigenze e condannano il fascismo sempre in base ad una propria visione della storia spesso distorta e mistificata per meglio adattarla alle pretese della censura democratica.

Ma se il fascismo fu questo male che ancora oggi necessita di cure, come fece a costruire monumenti che ancora oggi sono alla base della storia d’Italia? Come mai c’è ancora questa paura nei confronti di un ideale che, pur se ritornasse, non sarebbe mai lo stesso?

Bisognerebbe fare delle sedute psicologiche per costoro al fine di capire se esiste davvero una logica e una razionalità tali da arrivare a pensare simili atti ignobili che neanche i  barbari di Attila riuscirono a concepire.

Cancellazione e distruzione pare essere il compito di queste persone, come se questo bastasse a resettare 23 anni di storia e le opere compiute dal fascismo, una dittatura che di certo fece molto più bene al paese che non 70 anni di utopistica democrazia imposta con il ricatto statunitense e le bombe al fosforo di Israele.

Oggi Fiano e Boldrini ci vogliono ricordare definitivamente quanto male fece il fascismo, quanto fu dittatoriale, censorio e penalizzante, soprattutto  per chi non aveva idee uguali al regime. Eppure, per ricordarci quei momenti bui,( secondo l’illuminante pensiero dei due benemeriti sconosciuti), i due personaggi non esistano ad agire nello stesso modo che tanto deprecano, censurando un pensiero politico e chiedendo il carcere per coloro che esprimono un proprio parere o scelgono una forma di politica diversa e contraria. Insomma, dicono che il fascismo  fu la cosa peggiore, ma usano gli stessi sistemi.

Alla luce di tutto questo non deve risultare strano o offensivo se si chiedesse una perizia psichiatrica per i due scienziati della politica. Perché le cose stanno così: o sono degli ipocriti incalliti, pieni di un boria incontenibile, di un arroganza senza precedenti ,privi di ogni decenza pubblica e privata, oppure sono di una ignoranza infinita, piccoli bigotti senza un minimo di cognizione di ciò che fu davvero il fascismo.

Ovvio, che per avvalorare le loro tesi distruttive, i due si basano su una sola parte della storia fascista, la stessa masticata, trita e ritrita dai partigiani, che pure di atti criminali ne compirono a decine di migliaia, ma non pagarono con un solo giorni di prigione le loro bravate. Anzi, alcuni vennero pure eletti in parlamento ed altri  riuscirono anche ad ottenere la pensione di stato vivendo in Jugoslavia, sotto la protezione del boia Tito.

Quindi, i punti di partenza per chiedere il carcere per chi inneggia la fascismo sono i classici: Delitto Matteotti, leggi razziali, seconda guerra mondiale. I due camerieri delle banche pare disconoscano la vera storia collegata ai tre momenti storici, preferendo fare propria quella più commerciale e dozzinale creata a tavolino dai criminali che cambiarono camicia all’ultimo momento ed indossarono il fazzoletto rosso per identificarsi tra coloro che non furono mai fascisti.

Ipocrisia di allora riportata alo stato attuale. I due camerieri delle banche di oggi, con tutta probabilità, riesumerebbero la “Volante Rossa” e darebbero sfogo al loro istinto distruttivo fucilando e confiscando i beni di coloro che potrebbero essere in odore di fascismo, proprio come fecero i loro padri e i loro nonni armi alla mano.

Oggi, con le leggi “democratiche”, vogliono attuare lo stesso massacro che compirono con la democrazia delle armi. Ieri uccisero nel nome dei crimini compiuti in branco o individualmente e in previsione di una dittatura comunista, massacrando senza ritegno, senza pietà, senza umanità chiunque non andava loro a genio. Cercarono, non solo di togliere di mezzo più fascisti possibili, ma sopratutto l’idea, il pensiero, l’ideale. Per questo i partigiani, spesso, non fecero ritrovare neanche i cadaveri di coloro che avevano ucciso barbaramente, perché la vittima doveva figurare come “mai nata” e non come “eliminata”. L’eliminazione avrebbe comportato una tomba su cui pregare, il ricordo della persona uccisa, il luogo di dolore e di rabbia. Senza di essa i sopravvissuti non poterono neanche pregare su un pezzo di marmo sotto il quale seppellire le vittime della mattanza partigiana.

Ecco, Boldrini e Fiano intendono riprendere, anche se con forme diverse, la mattanza psicologica e dell’ideale fascista colpendo coloro che potrebbero essere i fascisti di oggi. Per individuarli, secondo il pensiero sionista di Fiano, basta una bottiglia di vino con l’etichetta di Mussolini, o un visto del Duce in casa, un quadro, un ammennicolo qualsiasi che, in qualche modo, riporta alla memoria il ventennio fascista. Vogliono tornare all’epoca dell’odio, del rancore, della rabbia.

Probabilmente Alessandra Mussolini e tutti i Mussolini che oggi vivono dovranno fare i migranti al contrario, dovranno scappare dall’italia perché solo il loro nome potrebbe essere pericoloso nel ricordo. Noi, invece,  con “Il Popolo d’Italia”, dovremo costituirci quali portatori di un’ideale che ebbe lustri e propaganda proprio da questa testata. In più con l’aggravante che essa fu fondata da Benito Mussolini in persona. Cosa può esserci di più ignobile per l’israelita e la mielosa protettrice degli africani?

Si vede che la storia è una cosa che disconoscono entrambi. Perché se la conoscessero saprebbero che, atteggiamenti del genere, non uccidono l’ideale messo al bando, ma lo rinforzano, lo amplificano, danno ad esso una linfa vitale che oggi non c’e’.

Tutto sommato i due sconosciuti vanno ringraziati, perché con la loro forma mentale ristretta, con la loro scarsa se non totalmente mancanza della conoscenza storica, daranno una nuova spinta al fascismo rinnovatore. Questo fu l’errore del fascismo del passato. Il regime mise al bando il comunismo, e questo prolificò clandestinamente, senza controllo. E venne fuori dalle fogne nel momento in cui il regime vacillò.

Questa è la storia. Ma Laura Boldrini è troppo intenta a indignarsi per  il risultato delle elezioni che hanno visto una volontà popolare chiedere la presenza nei consigli comunali del fascio repubblicano (e non Littorio come l’ignoranza della terza carica dello stato definisce il simbolo), mentre Emanuele Fiano è troppo impegnato a far valere i principi dei sionisti di Israele, che vogliono un mondo meticciato, senza storia, civiltà e cultura propria. Ma non per Israele, che alza muri ai suoi confini e che non accetta matrimoni di sangue misto. Altra ipocrisia in cui Fiano ben si riconosce, per origine, cultura e forma mentis.

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