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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Premessa
Nuovo messaggioInviato: lunedì 5 luglio 2010, 18:14 
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Iscritto il: domenica 26 aprile 2009, 1:52
Messaggi: 135
Questa gloriosa testata, come abbiamo già affermato, ha avuto la possibilità di ritornare in auge grazie all'interessamento personale del Sig. Giuseppe Martorana all'epoca in cui egli deteneva la carica di Segretario Nazionale del Movimento Fascismo e Libertà.

La testata, regolarmente autorizzata senza non poche problematiche non solo di carattere burocratico ma, maggiormente, di natura politica, aveva il duplice scopo di far notare a tutti i camerati di buona fede che:

1) con l'iniziativa, il coraggio e la volontà, tutto era, ed è, possibile anche se, per ottenere certe mete, occorreva rischiare in proprio. Ma, una volta raggiunta la meta, (alla quale si poteva arrivare solo se esistevano in partenza i tre pilastri fondamentali prima citati), ogni sacrificio veniva ripagato. Ciò, ovviamente, solo per quanto riguarda il senso morale dell'iniziativa.

2) l'idea politica espressa dal giornale non necessitava obbligatoriamente di un partito o movimento per poter camminare e avere adepti. Anzi, con un buon mezzo di comunicazione svincolato da legami partitici, era possibile far viaggiare l'ideologia in maniera anche più veloce senza essere incanalata forzatamente all'interno di una sigla o di un simbolo politico di comodo.

E' da tener presente inoltre che, storicamente, questo giornale non è stato mai inserito in nessun movimento politico. Lo stesso Mussolini, benché fosse divenuto Primo Ministro, non ha mai pensato di ridurre il suo giornale ad un bollettino interno di informazione, perché tale sarebbe diventato se fosse stato risucchiato dal Ministero della Cultura Popolare.

Sia per la sua storia, sia per la sua valenza quindi, anche nel 1998, anno in cui è stata rispolverata la testata, essa non è stata inserita all'interno di alcun movimento nonostante il nuovo proprietario, come detto prima, fosse il Segretario Nazionale di un movimento fascista.

La volontà del sig. Martorana, proprietario e direttore del giornale era, ed è, quella di svincolare le pagine de "Il Popolo d'Italia" dalle vicissitudini di qualsiasi movimento affinché le sorti dell'uno non andassero a ricadere sulle sorti dell'altro.

Il nuovo direttore aveva ritenuto inaccettabile la possibilità che il giornale potesse seguire una eventuale sorte negativa a causa di quanto sarebbe potuto succedere all'interno del suo Movimento, soggetto, questo, continuamente a rischio a causa delle Leggi Scelba e Mancino. Il "Popolo d'Italia", nel caso di un attacco dello Stato contro il Movimento, avrebbe potuto seguire, per direttissima, uguale infausta sorte.

Inoltre, con la ripresa del giornale, si doveva anche pensare che le pagine che lo avrebbero composto, si sarebbero dovute mettere a disposizione di tutti coloro che, nell'area politica comune, avrebbero avuto qualcosa da dire.

Vincolare la testata sotto il nome e il simbolo di un qualsiasi movimento avrebbe precluso la partecipazione di tutti coloro che non si sarebbero riconosciuti sotto la bandiera del M.F.L., pur sentendosi ugualmente fascisti.

C'e' anche da dire che il movimento politico guidato dal Sig. Martorana aveva già un suo bollettino interno denominato "Costruire" attraverso il quale si diramavano notizie, curiosità ed informazioni di natura politica e partitica agli iscritti o a chi ne faceva specifica richiesta.

Inserire il "Popolo d'Italia" all'interno del movimento avrebbe comportato la presenza di un doppione, inutile da una parte e, per quanto riguarda l'importanza del nome di questa testata, riduttivo dall'altra.

Alcuni dirigenti del M.F.L., già allora, non avevano dimostrato grande entusiasmo sulle scelte esercitate dal sig. Martorana. Costoro infatti erano più propensi ad inserire la testata all'interno, e quindi alla dipendenza, del M.F.L.

La forte opposizione del sig. Martorana e quella di altri dirigenti con lui concordi, ha però evitato che ciò accadesse.

Va notato infine che, di fatto, i dirigenti che si opponevano allo svincolo del giornale, non rischiavano nulla di proprio in quanto, tempi, problematiche burocratiche, costi di iscrizione al Tribunale di Milano e iscrizione all'Ordine dei Giornalisti con pagamento della relativa tassa annuale, documentazione, investimenti, stampa, distribuzione, e problemi legali erano ( e sono rimasti) unicamente a carico del sig. Martorana.

I dirigenti contrari quindi avrebbero voluto solo decidere la vita (probabilmente anche la morte) del giornale, senza per questo farsi carico, neanche parzialmente, delle spese da sostenere.

Oggi il sig. Martorana ha lasciato la segreteria del Movimento, la quale è sotto la "direzione" di altra persona. Se all'epoca dei fatti la testata non fosse stata svincolata dal movimento oggi il giornale avrebbe avuto un altro direttore il quale sarebbe divenuto tale di diritto attraverso l'acquisizione della carica di segretario nazionale, situazione che avremmo ritenuto, quanto meno, ibrida.

Ma di fatto va sottolineato che, se all'epoca dei fatti i dirigenti contrari alle iniziative del Sig. Martorana avevano manifestato solo il loro pallido e superficiale disappunto, oggi le stesse persone si sono ritenute usurpate della "proprietà" di codesto giornale che, secondo loro, gli apparterebbe di diritto. Quale sia tale diritto... non è lecito saperlo né mai ci è stato comunicato.

Noi riteniamo sacrosanto il dovere di rendere questa testata sempre libera dalle idee velleitarie di qualsiasi personaggio che detenga qualsiasi tipo di carica all'interno di grandi, medi, piccoli, microscopici, movimenti politici.

L'informazione politica è una cosa, la bandiera politica un'altra.

Le pagine di questo giornale non devono cadere sotto l'esclusiva di nessun simbolo politico, perché ciò potrebbe portare alla censura delle voci di tutte quelle persone che vorrebbero dire la loro ma che potrebbero essere contrarie alle idee o alle aspettative di chi regge oggi un movimento.

Il giornale è legalmente di proprietà della Casa Editrice Littoria di Giuseppe Martorana, (come l'abbondante documentazione ufficiale dimostra senza tema di smentita), ma la sua storia, la sua ideologia politica e le sue pagine sono di proprietà di tutti coloro che hanno creduto e credono nelle idee di chi, in tempi remoti, ha fondato questa gloriosa testata.

Infine, generalizzando, è d'obbligo un ammonimento.

Bisogna sempre diffidare, indipendentemente dal credo ideologico, dall'età, dalla cultura, dal potere economico e dalla carica politica di chi, come un parassita, tenta di sfruttare le idee altrui, se non peggio le proprietà altrui.

Occorre diffidare di chi cerca di accaparrarsi con arroganza titoli e meriti non spettanti, di chi intorbida le acque creando il caos, mescolando così la menzogna con la verità, le farneticazioni con la realtà e facendo passare il ladro per derubato e viceversa.

Chi ostenta titoli, chi si loda, chi pretende la proprietà (sia di idee, sia di mezzi) di ciò che mai gli è appartenuto ma che pensa di detenere solo per arroganza, prepotenza e cupidigia è persona da tenere ben distante perché porterà solo scompiglio, distruzione e pericoli.

La nostra cosiddetta "area" è piena di questi personaggi che si ammantano di falso cameratismo e che poi ringhiano prepotentemente contro i veri camerati.

Tali personaggi devono essere emarginati, isolati, ridotti al silenzio e sterilizzati politicamente e socialmente. Devono essere banditi da ogni qualsiasi raggruppamento politico e/o culturale. Devono rimanere distanti dal nostro mondo affinché non sia dato loro la possibilità di contaminarlo ulteriormente e sia dato agli altri, ai veri camerati, la possibilità di purificare la loro mente, il loro pensiero, il loro Credo.

LA DIREZIONE

_________________
Lictor
Ultimo bump di Lictor il lunedì 5 luglio 2010, 18:14.

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