Governo italiano: Criminali e parenti di criminali

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic

Seguici su Facebook

La peggiore specie umana che abita questo paese risiede nel Parlamento. Gente iniqua che, condannata a più riprese e per più reati, imparentata con criminali e truffatori, propone disegni di legge spesso assurdi e illogici, sovvertendo l’ordine naturale delle cose e persino il senso della ragione. Un odioso, quanto pericoloso e delinquenziale governo composto da un elevato numero di mangia pane a tradimento che non sa fare altro che svendere l nazione alle multinazionali straniere, aprire le porte alla feccia dell’umanità e pretendere tasse inique, ingiuste e distruttrici per l’encomia di tutte le famiglie italiane.

Un Parlamento serio, che detta legge, che guida un paese, che rappresenta una nazione agli occhi del mondo, dovrebbe essere più pulito della camera asettica di un ospedale, dovrebbe essere l’esempio della legalità della pulizia, della moralità, dell’etica, della purezza adamantina di una nazione. E invece è la rappresentazione vivente della sporcizia e della immondizia che alberga impunita in Italia.

E’ possibile che la nostra nazione debba essere rappresentata da  una persona il cui fratello è stato condannato perché appartenente alla banda della Magliana? Un personaggio talmente inserito nella banda da essere soprannominato “il cassiere”, legato con Massimo Carminati, detto “il cecato”, le cui opere delinquenziali sono venute a galla anche in questo periodo con l’indagine “Roma Capitale”. Come può uno Stato essere rappresentato da una persona i cui legami familiari più stretti fanno capo ad una delle bande più violente e cruente che la storia della cronaca nera abbia avuto il dispiacere di annoverare? Certo, è vero, Sergio Mattarella non è responsabile della condotta dei suoi familiari. Ma qui sono in ballo le istituzioni nazionali, la credibilità di una nazione, la dignità di un popolo. Mattarella poteva assurgere ad altro ruolo politico, ma non certo quello per il quale è stato scelto e voluto dal resto dei politici.

Se si scende di livello nella rappresentanza istituzionale non vi sono cambiamenti in meglio, anzi, più si scende più si peggiora.  Il Primo Ministro della nostra dissestata Repubblica è stato denunciato per le folli spese compiute quando era sindaco di Firenze. D’accordo, i reati sono stati archiviati, ma la Corte dei Conti lo aveva comunque condannato in primo grado per danno erariale salvo poi assolverlo in appello. Tuttavia, c’è un altro fine dell’inchiesta ancora aperto: si tratta di un altro presunto danno erariale stimato tra i 200mila e gli 800mila euro, e ancora legato ad assunzioni non regolari. Nello specifico, sempre all’epoca in cui Renzi presiedeva la provincia fiorentina, ci sarebbe stata l’assunzione di 4 direttori generali nonostante la legge ne prevedesse solo uno.

La famiglia Renzi, invece, ha una serie di situazioni quando meno “anomale” che in altri paesi più civili e corretti avrebbero decretato le immediate dimissioni da Primo Ministro di Matteo . Il padre, Tiziano, è stato indagato per bancarotta fraudolenta, è legato al caso Banca Etruria per prestiti ricevuti ma mai ripagati, per essere stato consulente di grandi affari immobiliari di società amministrate da Lorenzo Rosi, l’ex presidente della Banca Etruria ora nel mirino di risparmiatori e magistratura. Ha omesso di dichiarare il suo stato patrimoniale e le sue funzioni societarie alla Presidenza del Consiglio dei ministri, è invischiato in interessi economici e politici che hanno portato a finanziare le campagne elettorali comunali di Matteo, vi sono legami con Andrea Moretti un imprenditore di Arezzo imparentato con un ex socio di Licio Gelli. Tre aziende di famiglia, dal 2000 a oggi, sono state condannate sette volte, tra cause di lavoro e civili, contributi non pagati, lavoro irregolare, licenziamenti illegittimi, danni materiali.

Se scendiamo di un gradino sulla scalinata delle cariche istituzionali, troviamo personaggi degni di uno show televisivo o di una telenovelas complicata dove ogni “attore” recita il proprio ruolo spavaldamente, non curandosi delle leggi che magari impone alla nazione o di cui è firmatario.

Centodiciassette persone tra indagati e condannati popolano il Parlamento, si destreggiano tra i microfoni dei banchi parlamentari ed i documenti cartacei che presentano al cospetto della Presidenza della Camera.

Tra i 117 c’è un certo Denis Verdini, che oggi è assurto a ruolo di capopopolo della deriva FI. Un traditore matricolato che sta traghettando altri traditori come lui dal Forza Italia al Pd, dove gli interessi sono maggiori e più sicuri. I trascorsi di questo galantuomo spaziano le indagini a suo carico per false fatture, mendacio bancario, appalti G8 L’Aquila, associazione a delinquere e abuso d’ufficio. Nonostante questo siede tranquillo in Parlamento, rubando e ridacchiando alla faccia dei coglioni che gli pagano lo stipendio con il sudore del loro lavoro. togliendosi il pane dalla bocca e da quella dei propri figli perché le tasse che si devono pagare devono finire anche nel tasche di questo personaggio che meriterebbe calci in culo.

Tra i ministri spicca Maria Elena Boschi, che non  ha avuto notizie di reato né è stata condannata, ma è figlia di un papa’ – che definisce troppo facilmente “onesto” –  che ha truffato decine di migliaia di persone vendendo loro obbligazioni che non dovevano essere neanche proposte. Il tutto anche grazie alla strana indifferenza di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, la cui vigilanza sulle ruberie bancarie è mancata totalmente. Governo e Banca d’Italia, responsabili di quanto accaduto alle 4 banche, tra cui quella che governava il papà della Boschi, sono arrivati ad offendere i derubati, prima dando loro degli ignoranti in campo finanziario (come se per acquistare delle obbligazioni fosse indispensabile una laurea finanziaria) e poi trattandoli da pezzenti con frasi indegne e terribilmente offensive.

Verremo rielencare i nomi dei 117 delinquenti che indegnamente rappresentano la nostra nazione. Ma basta andare su qualsiasi motore di ricerca presente in internet ed il loro nomi appaiono accompagnati dalle notizie di reato o dalle condanne loro ascritte.

Concludiamo con una senatrice del Pd, Monica Cirinnà, autrice di quel disegno di legge che, tra le pieghe dei diritti sule unioni civili a favore degli omosessuali vorrebbe infilare anche la possibilità di far adottare loro i bambini, creando tra l’altro una contraddizione legale sulla questione dell’utero in affitto, pratica che avviene in molte nazioni dove, però, a differenza della nostra, tale possibilità è legalizzata, mentre da noi è punita. La senatrice è molto decisa a portare a termine, secondo i suoi progetti, la legge che tanto desidera e per la quale si sta dando tanto da fare. E’ così presa dalla sua idea che, oltre a contraddire nei termini, e nei fatti, la legge che regola proprio la questione sull’utero in affitto, dimentica anche i problemi di famiglia che, al pari di altri politici che abbiamo citato prima, non dovrebbero consentirle neanche di essere senatrice, men che meno fautrice di un disegno di legge cosi orrendo. Monica Cirinnà, infatti, farebbe bene a preoccuparsi della latitanza del fratello Claudio, datosi alla fuga dopo aver saputo dell’ordine di arresto emesso a suo carico per il reato di associazione a delinquere finalizzato all’evasione.

Ecco, l’Italia è retta e sorretta da questa gente. Verrebbe da dire che il più pulito ha la rogna, ma in realtà, la rogna, l’abbiano noi, ed è rappresentata dai rappresentati (ci scusiamo per il gioco di parole), dello Stato. Familiari delinquenti, quando va bene, e deputato e senatori, indagati o condannati. Tutti messi a libro paga del popolo, che ogni giorno contribuisce a dare loro potere, soldi e immunità.

Loro saranno pure personaggi dalla morale dubbia, ma coloro che li votano sono anche peggio, perché votando costoro, o semplicemente sostenendo la loro posizione politica, danno forza a persone indegne di rappresentarci, sotto ogni aspetto e in ogni luogo. Rimane solo da chiedersi una cosa: come possa, una parte della popolazione, sostenere tali individui, nonostante quello che si sa di costoro. E se ciò che si conosce è già di per se sconcertate, quello che ancora non si conosce, verso quali abissi ci condurrà?

 

 

Be the first to comment on "Governo italiano: Criminali e parenti di criminali"

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: