In ricordo della battaglia di Nikolajewka

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Ancora una volta l’impegno del “Comitato Famigliari ed Amici per Nikolajewka” è stato coronato da un successo straordinario.

Domenica 24 gennaio 2016 favoriti anche da una giornata di sole con temperature primaverili, i Caduti e Dispersi in Terra di Russia sono stati ricordati ed onorati con la cerimonia che da 16 anni si ripete al Giardino a loro dedicato alla Tomba di Nerone in via Cassia 737, dove è stato realizzato il Monumento Nazionale.

La sfilata dei partecipanti snodatasi per circa un chilometro dal luogo dell’ammassamento è stata magistralmente organizzata dal bersagliere Tenente Massimo Flumeri ed ha visto la partecipazione di numerosissime rappresentanze delle Associazioni d’Arma e semplici cittadini. Al corteo, aperto da un mezzo militare con a bordo il reduce di Russia Valentino Di Franco ed alcuni dei labari più rappresentativi come quello dell’UNIRR, dei Caduti Senza Croce, della Associazione fra Mutilati ed Invalidi di Guerra, seguiva una rappresentanza con quattro Carabinieri a cavallo ed un drappello dei Lancieri di Montebello a testimonianza della grande attenzione dimostrata dalle nostre Forze Armate. Al lungo corteo hanno preso parte numerose Associazioni d’Arma con i loro labari, gli stendardi, le loro insegne. Elencare tutti i partecipanti è difficile. A memoria ricordiamo la Associazione nazionale del Fante – sez. di Roma, la sez. di Roma dell’ANPd’I che raggruppava parecchi paracadutisti tra i quali numerosi della sez. di Velletri, la sez. di Roma dell’ANB, l’UNSI sez. di Mentana ed il Gonfalone della città portato con particolare orgoglio da Guidotti Francesco, la sez. di Roma dell’UNUCI, la Ass. Naz. Carabinieri sez. Trionfale-Tomba di Nerone e il Gruppo Volontari a Cavallo, la Presidenza Nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro, l’ANA sez. delle Marche, Antrodoco, Rieti, Aprilia e Pomezia, il gagliardetto dell’ANCIS – Ass. Naz. Combattenti Italiani in Spagna, portato con il consueto aspetto marziale da un alfiere in perfetta tenuta da Legionario, e poi labari ed insegne della Ass. Arma Aeronautica, della Artiglieria, dei Granatieri, dei Carristi, della Marina, lo stendardo della Cavalleria ed infine lo storico labaro della Ass. Volontari di Guerra – Federazione dell’Istria.

Numerosissime le bandiere tra le quali spiccava quella con il Leone Alato di San Marco portata trionfalmente dal Contrammiraglio Alan Sbernardori con un gruppo della San Marco..

Significativa la partecipazione di numerose Crocerossine e una bella rappresentanza delle locali Guardie Zoofile che ricordavano il grande impegno dei medici veterinari che hanno accompagnato le nostre truppe ed assistito migliaia di muli e cavalli che accodati, hanno formato, andando in Russia, una fila di 47 Km.

L’arrivo di corsa della Fanfara dei Bersaglieri con la emozionante coreografia nel Giardino, abbellito per l’occasione dagli operai di “Horti di Veio”, ha dato inizio al momento forse più intenso e significativo della giornata. La martinella, la campana di guerra, ha suonato dieci rintocchi a ricordo delle dieci Divisioni che costituivano l’ARMIR, poi l’alzabandiera, quella bandiera portata in corteo da due bambini dell’Istituto delle Orsolinee scortata da due Carabinieri in alta uniforme, l’inno d’Italia e la Tromba che ha suonato il Silenzio, la deposizione della Corona di alloro del Comune di Roma hanno conferito alla cerimonia un significato che va oltre il ricordo, pur importantissimo, della epopea dei nostri soldati in Russia. La Santa Messa celebrata da Monsignor Giacomino Feminò ha concluso la cerimonia e lasciato spazio ai saluti delle autorità ed ai commenti dei principali organizzatori. In particolare ricordiamo il sentito e determinato discorso del Presidente del XV Municipio Daniele Torquati, di Sandro Bari, giornalista, storico e sempre attento commentatore dei fatti di Russia e non solo, del bersagliere Tenente Massimo Flumeri che ha ricordato il sacrificio dei sacerdoti in Russia, alcuni medaglie d’oro al Valor Militare, l’intervento della Sig.ra Anna Maria Menotti del Nastro Azzurro che ha ricordato i fedeli partecipanti alla annuale cerimonia che “sono andati avanti”, dell’Alpino artigliere Silvano Leonardi vero ed autentico motore, insieme a Achille Iacovelli, Matteo Baiocco, Werther Marini, Alessandro Fagioli, del Comitato per Nikolajewka.

Molto significativa la partecipazione del Ten. Col. Roman Masharov, Paracadutista, addetto militare aggiunto presso l’Ambasciata della Federazione Russa in Italia che, in divisa, ha sfilato fino al Giardino ed ha successivamente preso la parola per un deferente omaggio a tutti i caduti di quella impressionante tragedia.

Un elogio particolare alla protezione civile ed alla Croce Rossa del quartiere che ha come sempre regolato lo svolgimento di tutta la manifestazione.

La Medaglia del Cerimoniale del Comune di Roma donata al Comitato in questa circostanza è stata inviata al Gen. Tullio Vidulich che quest’anno non ha potuto partecipare alla cerimonia.

La manifestazione si è conclusa al vicino Supermercato Carrefour che ha offerto un “rancio al posto tappa”.

“Zaini a terra un tozzo de pan, un gavettin de vin…! e… zaino in spalla al 2017”

Il giorno precedente la sfilata presso la sala conferenze dell’Istituto “SS. Vergine” delle suore Orsoline si è svolta la conferenza nel corso della quale è stata ricordata l’epopea dei nostri soldati in Russia tra racconti ed immagini: “Gli Eroi della steppa del CSIR – ARMIR 1941-1943”.

Il Silenzio suonato da un trombettiere dell’Arma dei Carabinieri ha dato inizio alla cerimonia magistralmente condotta da Sandro Bari, direttore di Voce Romana nonché figlio di reduce di Russia che ha ricordato le fasi salienti della Battaglia di Nikolajewka che ha permesso a tanti nostri soldati di salvarsi. Purtroppo il Gen. Tullio Vidulich che avrebbe dovuto illustrare i momenti salienti della campagna di Russia non si è potuto muovere dalla sua Bolzano per una indisposizione ma ha fatto pervenire la propria relazione che è stata presentata sia da Sandro Bari che dal finedicitore Angelo Blasetti che ha letto alcune poesie di combattenti in Russia particolarmente commoventi. In particolare quella della MAVM Peppino Prisco “Natale 42”, arruolatosi negli alpini a 19 anni partecipò alla campagna di Russia come sottotenente nella Divisione Julia, 9° Rgt. alpini, Btg. L’Aquila, 108ª Compagnia. Del suo Battaglione rientrarono 159 alpini su 1700! Inoltre è stato ricordato il sacrificio del Carabiniere Plato Mosca che eroicamente ha affrontato il nemico in groppa ad un cavallo sventolando un tricolore tanto da meritare la Medaglia d’Oro.

Massimo Flumeri ha ricordato il sacrificio dei Bersaglieri che si sono sempre battuti con estremo valore e l’impegno dei Cappellani Militari nel loro servizio a conforto di feriti e moribondi con una dedizione a volte sovrumana tanto da meritare diverse Medaglie al Valore Militare come addirittura due d’Oro conferite a Don Giovanni Mazzoni, una d’Argento a Mons. Arrigo Pintonello, una d’Argento a Agostino Bonadeo del 6° Reggimento Bersaglieri.

A conclusione della serata è risultato di particolare interesse la presentazione di una ricerca sull’impiego di un piccolo nucleo di Paracadutisti che ha combattuto sul Fronte Russo quando ormai le operazioni dell’ARMIR si erano concluse. Una vera e propria curiosità, una chicca storica, quasi sconosciuta anche ai più attenti studiosi della nostra spedizione in Russia e della stessa epopea dei nostri Paracadutisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Siamo al giorno dell’Armistizio dell’8 settembre 1943 quando alcuni componenti del X° Reggimento Arditi, per l’Onore d’Italia, continuarono a combattere a fianco dell’alleato tedesco. Giunti a Roma, il 18 settembre 1943 il Capitano Paolo Paris forma il Gruppo Arditi Camionettisti e ne fanno parte con 8 proprie camionette 46 Paracadutisti; dal novembre 1943 al febbraio 1944 il Gruppo opera in Ucraina con queste perdite: 14 caduti, 1 prigioniero e 5 feriti gravi che durante la licenzia premio restano in Italia. I Camionettisti entrarono in contatto con la 2ª Fallshirmjager Division “Ramke” e riuscirono a farsi accettare tra gli effettivi della Unità.

Per circa un mese il gruppo di Arditi fu sottoposto ad un intenso ciclo di addestramento secondo gli standard germanici ed alla fine di ottobre 1943 iniziò il trasferimento della Divisione “Ramke” sul fronte orientale. Numerosi Arditi agli ordini del Capitano Paolo Paris (nato a Roma il 7 luglio1915 e morto in Ucraina il 29 dicembre 1943) seguirono la 2° Divisione Paracadutisti Tedesca del Gen. Ramke sul Fronte Russo e successivamente in Francia, Olanda, Belgio con compiti di esplorazione e di assalto.

Un plotone di 46 uomini del X° Arditi Paracadutisti e Camionettisti andò quindi in Russia, nelle steppe ucraine, dal novembre 1943 all’ottobre 1944. Assolto il suo compito nel settore di Zhitomir, la 2ª divisione Fallschirmjäger venne spostata nei pressi di Kirovgrad, in vista di una operazione di lancio alle spalle dello schieramento russo. L’attacco dal cielo avvenne la vigilia di Natale 1943 e nonostante la strenua resistenza opposta dai Russi, nettamente superiori di numero, si concluse con un completo successo. Con i Fallschirmjäger si batterono con grande valore anche i nostri paracadutisti italiani che lasciarono purtroppo sul luogo dello scontro la quasi totalità degli uomini.

Il 27 dicembre 1943 i superstiti paracadutisti italiani vennero impiegati in una rischiosa missione. Al comando del Capitano Paris ebbero l’incarico di raggiungere un gruppo di tre semoventi rimasti bloccati dinanzi alle linee russe e provvedere al recupero dei mezzi e degli equipaggi. L’inevitabile scontro con le truppe sovietiche si svolse all’arma bianca e si concluse con la sconfitta del nemico che lasciò sul terreno diversi morti e feriti. Anche le perdite dei paracadutisti italiani furono elevate. Alla fine degli scontri dei 24 uomini che avevano preso parte alla operazione solo 4 risultarono incolumi. Tra i caduti vi fu lo stesso Cap. Paolo Paris che venne proposto dal Ministro della Difesa RSI Maresciallo Rodolfo Graziani, per la massima decorazione al Valor Militare, decorazione che però non fu mai concessa a causa della sopraggiunta fine della guerra e soprattutto per aver combattuto dalla parte sbagliata.

Paracadutista Marco FABRIZIO cell. 349/8306841

Roma, febbraio 2016

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