LAURA BOLDRINI:”DENUNCERO’ INSULTI”.

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Laura Boldrini ha deciso di denunciare chi la insulta attraverso i social network. Dice che non lo farà solo per se stessa ma per tutte quelle persone che, come lei, vengono offese ripetutamente dai “bulli “di tastiera. Nel suo post su Facebook si legge: “Lo farò anche per incoraggiare tutti coloro  – specialmente le nostre ragazze e i nostri ragazzi-  che subiscono insulti e aggressioni verbali a uscire dal silenzio e denunciare chi usa internet come strumento di prevaricazione” . E aggiunge:” Soprassedere rischia di inviare un messaggio di sfiducia verso le istituzioni preposte e  a far rispettare le leggi a garantire la sicurezza dei cittadini.”

Insomma, le querele della Boldrini, secondo la stessa, servirebbero ad aumentare la fiducia nelle Istituzioni. Uno soluzione molto personale, che non trova credito sulla fiducia o meno di questo governo che ha ben altre responsabilità ingiustificabili a suo carico. Non solo. Farsi paladina degli altri difendendo se stessa, pare una farsa istituzionale non degna di chi rappresenta la terza carica dello stato.

Le persone come il Presidente della Camera, che detengono importanti cariche di stato, non possono svicolare dai propri compiti pensando di denunciare coloro che le insultano facendolo anche in nome di tutti gli altri. Costoro, più che le denunce conto terzi, dovrebbero presentare disegni di legge che tutelino chi vieni insultato, ma che proteggano, allo stesso tempo,  pure la libertà di espressione, anche se dura e pesante, purché non ingiuriosa.

Detto questo va anche considerato che il Presidente della Camera ha ricevuto insulti davvero di bassa lega, parolacce da trivio, sguaiate e tribali. Non è accettabile un simile comportamento da parte di chi non è d’accordo con la suddetta carica. Anche perché l’insulto è davvero un modo demenziale per passare dalla ragione al torto.

Laura Boldrini ne ha dette e ne ha fatte così tante che bastano già le sue parole e le sue azioni per definirla, non occorrono insulti gratuiti e volgari. Anzi, questi diventano un pretesto per far tacitare chi si ribella, chi vuole dimostrare il proprio sdegno, la propria rabbia. Ed infatti, la Boldrini ha preso la palla al balzo e ha minacciato di denunciare gli autori delle offese, schiacciando così 0gni protesta ed ogni ragione. Colpa sua? No di certo. Colpa di chi non sa usare il dono della parola e del cervello. Colpa di chi, straparlando, insultando, denigrando, diventa complice di quei disegni di legge che tendono ad imbavagliare coloro che non si allineano al pensiero di chi ci governa. A costoro andrebbe poi ricordato che le denunce presentate dalle cariche istituzionali dello Stato non hanno lo stesso peso e valore di una denuncia presentata da un qualsiasi cittadino. Costoro hanno strade privilegiate e molto più rapide, alla faccia di quella frase ormai da barzelletta che recita:” La legge è uguale per tutti”. Non è così, ed è ora che lo si capisca.

Laura Boldrini può avere tutte le colpe ma non quella di volersi difendere da simili attacchi indecenti. Se da queste parole qualcuno pensa che abbiamo cambiato sponda e che ci rivolgiamo sorridenti ai rappresentati di questo governo sbaglia. Chi la pensa in questo modo dovrebbe ricordare che la nostra testata fa parte di quanto la terza carica dello Stato vorrebbe cancellare dalla storia italiana. Noi siamo e rimaniamo quelli che producono grattarole e orticarie a gente come il partigiano a cui recentemente è stata ritirata la medaglia d’oro dopo che si era scoperta la sua condanna per i fatti di Schio. Facciamo parte di quel passato che ricordano un’epoca che ancora irrita  personaggi come la Boldrini, che vorrebbe cancellare dagli annali della storia persino i monumenti fascisti in quanto tali.

Ma, a differenza di chi ragiona con una sola sinapsi ed una sola mentalità programmata e indottrinata, sappiamo riconoscere quando il nostro detrattore ha ragione.

Ciò non toglie che molti insulti che la Boldrini ha subito siano stati una forma di reazione istintiva dopo  una serie di provocazioni che la suddetta ha ripetutamente messo in atto nei confronti di un popolo intero. Basterebbe ricordare certe sue “celebri” frasi, come quella sui rom, i quali dovrebbero sentirsi orgogliosi, secondo la Boldrini, per il loro patrimonio culturale. Oppure quella sui migranti, la cui cultura, sempre secondo la Boldrini, diventerà presto la nostra cultura una quanto questa sarebbe all’avanguardia rispetto alla nostra. E ancora la sua presa di posizione, quando si è schierata a favore di coloro che, passando accanto ad un monumento fascista, non si sono sentiti a “proprio agio”. Anche noi , quando passiamo per certe vie intitolate a criminali storici come Togliatti, Stalin, Lenin, proviamo, più che disagio, repulsione. Eppure ci troviamo costretti a leggere quei nomi e spesso a pronunciarli. Ma noi siamo quelli che hanno perso la guerra, quindi ciò che vale per i vincitori non vale per i perdenti. E su questo la Boldrini è maestra a rappresentare la regola dei doppi pesi e doppie misure.

C’e’ da chiedersi qual’e il pianeta sul quale vive questa persona, incapace di rendersi conto delle enormi cazzate che dice, ma capacissima di soppesare le reazioni indignate di chi si esprime in maniera non proprio consone al rispetto civile delle persone, pure di quelle che dimostrano di avere poco acume e scarso senso della realtà.

Per cui, insultare e offendere, oltre a non aggravare le responsabilità della persona presa di mia, in qualche modo la giustifica e le da l’opportunità di contrattaccare con il potere autoconferito da questo governo di illegali e impostori.

Scrivere sui social network parole pesanti serve solo a disarmarsi davanti ad ogni possibile attacco, sopratutto se questo arriva da chi ha poteri maggiori di colui che ha insultato. Le azioni da compiere sarebbero altre, ma se le dicessimo potremmo essere noi i prossimi querelati. Lasciamo alla capacità intellettiva di chi usa il cervello in maniera giusta capire quali possono essere i modi e i tempi adatti.

Siate furbi, siate scaltri. Non date modo a nessuno di mettervi all’interno di un girone dantesco dal quale, in ogni caso, ne uscireste sconfitti. La giustizia non è quella che sembra. E’ un tritacarne che gira da una parte soltanto, la vostra, dove è più facile maciullare.

 

 

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