Le contraddizioni di una Presidente della Camera

Camera del Lavoro, convegno sul tema La violenza sulle donne e un emergenza, l'immagine e il potere, istituzioni e media verso il cambiamento. Con Susanna Camusso e il presidente della Camera Laura Boldrini. (Luca Matarazzo, Milano - 2013-07-15) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate
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Laura Boldrini, l’arcinota duchessa del comunismo in giacca e… stizza, sempre pronta a dare lezioni di morale e di pace, vorrebbe accogliere tutti i derelitti del mondo con le braccia aperte per poi dirottarli nelle case degli italiani. Perpetuamente pronta ad indottrinare con il suo amore universale ogni singolo italiano, ma anche pronta ad ordinare repressioni sotto ogni forma per i più riottosi, ovvero per coloro che non accettano l’idea di vedere la propria nazione sprofondare nel letame della demenza di Stato, ci regala spesso pillole di contraddizione.

Tra le prediche all’assistenzialismo ad ogni costo e all’accoglienza straniera che prevede il “fatti più in là” per gli italiani, la terza carica dello stato ha voluto dare un ennesima riprova della propria assenza dalle regole che vorrebbe imporre ad una nazione.

Chiamata chissà dove per parlare di chissà cosa, Laura Boldrini si è lasciata andare ad una questione etica, morale e culturale sulla terminologia italiana. Indignata di essere chiamata “Il Presidente della Camera”, ha voluto sottolineare quanto fosse importante la distinzione tra l’articolo “il” e “la”.

Ella, ha detto, non è “IL” Presidente della Camera, ma “La” Presidente. E per dare corpo alla presunta lezione di grammatica chiama in ballo non solo la questione morale, ma niente di meno l’Accademia della Crusca. E’ quest’ultima che, secondo la Boldrini, ci chiede di prestare attenzione all’articolo.

Strano, si. Molto strano che la comunista Boldrini, si appelli ancora a questi ammennicoli grammaticali. Strano perché,  lei, insieme alle sue compagne di partito, ha predicato in ogni dove l’importanza delle unioni lesbo-gay, spargendo il seme del dubbio sull’importanza che hanno i due sessi per la loro ovvia, scontata e naturale differenza. Per cancellare ciò che madre natura ha creato prima che lei stessa fosse solo pensata di essere concepita, ha fatto appello all’amore universale che non può e non deve avere distinzioni di sesso. Strano, si, perché sempre lei, Laura Boldrini, insieme alle sue sempre unite amiche del comunismo, ha perorato e sostenuto l’importanza di  uscire dall’ormai antico schema che vede ancora la distinzione tra madre e padre. Troppo vetusti i due termini, meglio genitore uno e genitore due. Fa più chic. E poi, insomma, come accontentare le lobbies omosessuali che da quella contraddizione in termini si sentivano esclusi? Come evitare che un uomo potesse essere chiamato mamma e una donna papa’? Semplice, cancellando  nomi che hanno contraddistinto per millenni, da sempre, le figure genitoriali e con esse il sesso. Ma ora che abbiamo LA Presidente della Camera Boldrini, la Wonder Woman della nuova cultura comunista, tutto è possibile.

Eppure, mentre in tempi antichi qualcuno scivolò sull’uccello, (buon vecchio Mike Buongiorno quante cazzate hai detto in televisione!) la nostra cara compagna scivola sull’articolo. A proposito, anche sugli uccelli, intesi quelli con le ali, dovremmo forse mettere l’articolo appropriato? La Uccella?

Che strano paese il nostro. Si è arrivati a permette ad una persona come l’attuale Presidente della Camera di occupare un posto di così alto prestigio, che ha visto culi ben più intelligenti e con maggiori sinapsi attive rispetto a quello odierno, per farci dare lezioni di morale e grammatica italiana a secondo del momento e del soggetto. I termini madre e padre si vorrebbero abolire, ma poi, l’importanza di un articolo che contraddistingue i due sessi, non si vogliono eliminare.

Vero è che la persona che vive in perenne contraddizione con se stessa non l’ha votata nessuno, ma è anche vero che l’illecita presenza, proprio a causa dell’autorità che riveste, ci fa fare delle figure così meschine che potrebbero essere riportate tranquillamente negli annali delle “figure di merda” che il nostro popolo ha collezionato nel tempo, ma mai come in questo periodo.

In termini seri, da questa piccola annotazione, che riassume problematiche molto più grandi, si evince come il comunismo e l’imbecillità vadano di pari passo, e come questa dottrina diabolica e demoniaca sia in grado di entrare in contraddizione con se stessa, predicando male e razzolando peggio. Per ovviare alle discrepanze dettate proprio dalla dottrina leninista, i compagni sono ricorsi al sistema di equiparazione degli argomenti, ovvero al trattamento di essi sotto la regola, creata ad hoc, dei due pesi e delle due misure. E così, con questo doppio sistema di analisi degli argomenti trattati, al popolo è stata data la feccia del mondo con la quale combattere ogni giorno, e a loro le scorte della polizia, le auto blindate e le aree protette (proprio come gli animali in via di estinzione). Oltre a questo, sempre al popolo, è stata inculcata l’idea che la differenza tra i due sessi non esiste, tanto da arrivare a pretendere la cancellazione dei due termini che contraddistinguono le figure genitoriali, ma non per gli aristocratici comunisti, per i quali differenza è viva e vegeta persino negli articolo che segnano il sesso.

Ipocrisie di Stato ed imbecillità congenita che si riversano su un popolo sempre più allo sbando, sul quale vive un plotone di persone indegne che continuano a succhiare sangue e sudore da coloro che li mantengono inutilmente.

 

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