Lega: Cambio di rotta!

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lega-e-casa-poundAllora, ricapitoliamo. La Lega si schiera a favore degli italiani, dice a chiare lettere che gli stranieri senza permesso di soggiorno, e quelli che non rientrano tra i cosiddetti profughi, non possono e non devono stare in Italia. Poi, rivolgendosi ai rom, dice che dovranno sgomberare dai campi abusivi e che ogni azione delinquenziale da essi compiuta dovrà e sarà punita. Batte il ferro sulla certezza delle pene, difende coloro che hanno reagito sparando ai delinquenti che hanno tentato di rapinare o rubare nelle proprietà altrui e si schiera a favore del diritto alla legittima difesa. Insomma fa propri quei cavalli battaglia che la cosiddetta estrema destra ha cercato per anni di difendere e portare avanti come simbolo dei proprio valori. Il richiamo all’onestà, ai valori e al nazionalismo ha avuto come effetto l’avvicinamento di Casa Pound, che subito si è schierato con Salvini a difesa delle sue iniziative marciando insieme per il sostenendo delle idee comuni.  Ma, quando pareva che CPI stesse per entrare nelle grazie della Lega, così come in passato entrò in quelle di AN e FI, seminando consiglieri comunali un po’ dappertutto, l’incantesimo si è rotto e le strategie del movimenti di Iannone sono sbattute contro i muri innalzati improvvisamente da Salvini.
A quel punto da CPI si è levato un solo grido:”Al tradimento!!” E forse non hanno avuto tutti i torti. Ma cosa è accaduto al movimento romano tanto da costargli la poltrona posta al fianco di Salvini? Beh, a dire il vero molte cose. Ma è bene prendere in considerazione solo le principali.
CPI credeva si potesse ripetere il gioco della “carezza” a cottimo, che prevedeva il proprio sostegno solo se in cambio ci fossero state concessioni di aree e immobili dove poter allargare il proprio dominio politico e sociale. Pensava che le regole del gioco non fossero cambiate, anche se nel frattempo erano cambiati i personaggi e le situazioni. Ha creduto che sarebbe bastata la propria presenza nelle piazze leghiste per avere uno spazio politico visibile al fianco dell’ennesimo movimento che ha preso in mano le redini del dissenso popolare. Invece non è andata così. La smania di fare la prima donna, di sentirsi al centro dell’attenzione, di credersi l’unico movimento di estrema destra, anzi, di essere a pieno titolo l’unico gruppo a potersi definire “i fascisti del terzo millennio” si è ritorto contro il movimento di Iannone. E così Simone Di Stefano, mentre si stava preparando a salire i gradini che lo avrebbero portato alle soglie dei cancelli del paradiso politico, è scivolato verso gli inferi senza neanche un minimo di preavviso.
Non poteva durare la strategia politica di CPI. Non poteva dare ancora quei frutti ibridi che aveva già dato in passato. L’albero contorto delle idee politiche di Casa Pound era destinato ad essere sdraiato come gli ulivi pugliesi nel Salento. Ed è stata proprio la ruspa che Salvini che ha sradicato quell’albero.
CPI ha creduto troppo in se stessa ed ha pagato un caro prezzo. Giocare con gli squali è sempre stato rischioso. Ma le menti pensanti del movimento romano si credevano balene, scoprendosi poi tonni. E la rete li ha issati facendoli boccheggiare.
Addio, quindi, sogni di gloria, addio progetti politico – sociali ed espansione militante stando seduti sul carroccio di Salvini.
Quest’ultimo, dopo ave iniziato la propria campagna politica insieme a CPI, unico movimento che in quel momento lo poteva sostenere, ha visto crescere il proprio consenso rapidamente, tanto da fargli comprendere all’istante che di CPI avrebbe potuto farne a meno. Lo hanno capito anche Fratelli d’Italia e Forza Italia che la Lega, per ottenere una percentuale di consenso ancora maggiore, doveva liberarsi della presenza di Iannone e del suo movimento divenuta zavorra inutile e pesante. Così, mentre Salvini progettava il da farsi in tal senso, si è avvicinata la Meloni che ha anticipato la gettata a mare di tutta CPI. E quando la zavorra è stata lanciata, Forza Italia è arrivata con il suo Cavaliere a sancire, ancora una volta, la triplice alleanza.
Morale? La politica fotte anche i più accorti e i più irriducibili. E i più accorti e irriducibili commettono errori banali e strategicamente fallimentari ingiustificabili vista l’esperienza di CPI.
Un fatto però è certo. Anche Salvini gioca sporco e miete vittime innocenti lungo il suo cammino verso il governo. Tradisce ed usa chiunque lo possa portare in alto, e si allea con chiunque, anche con coloro per i quali aveva garantito pubblicamente che non vi sarebbero state più alleanze politiche (vedi Berlusconi).
Visto quanto è accaduto non è ingiustificato pensare che ora, nel gioco del sistema, la Lega stia giocando il suo turno. Dopo I forconi e M5S, ora tocca a Salvini. E i veri antagonisti al sistema delle banche e del potere (a cui non appartiene solo CPI ma anche molti altri movimenti), rimangono ancora una volta fuori dal gioco, giusto per garantire ai burattinai di poter muovere le proprie marionette nel modo programmato. Ecco pronta l’ennesima illusione che depisterà per qualche tempo gli italiani, o almeno coloro che credono di vedere in Salvini il salvatore della Patria.

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