L’ENI vi frega!

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E si. Sentiamo parlare tanto di ENI, la società per la quale Enrico Mattei ha perso la vita, la stessa che ora si arricchisce di nuovi ed enormi sacchi di gas metano. Sempre la stessa che in Libia ha fondato la sua fortuna passata e futura.

Bene, senza togliere il merito per le scoperte sui giacimenti di petrolio e gas, e senza sminuire il lavoro di operai, ingegneri e manager, dobbiamompetrò segnalare le fregature che questa società dispensa telefonicamente alle persone. Il classico call center chiama gli utenti che hanno contratti di approvvigionamento elettrico con altre aziende per proporre un contratto che, a loro dire, risulta essere molto più vantaggioso della stessa ENEL.

A conti fatti, i costi sono decisamente minori rispetto a quelli già in essere per i quali paghiamo le nostre bollette. Per cui, dopo le dovute spiegazioni da parte degli operatori telefonici, molte delle persone contattate effettuano il cambio di gestore. I prezzi sono buoni, le fasce orarie promettono costi ridotti e tutti sembrano essere felici e contenti. Poi però, senza anche Eni comunichi variazioni sui prezzi, i costi relativi ai consumi effettuati nelle fasce orarie 2 e 3 vengono modificati e i nuovi clienti, da un contratto conveniente, si trovano a dover pagare più di quant pagavano con il gestore precedente.

Chi si è accorto della fregatura (ma noi saremmo più propensi a chiamarla truffa!) ha provveduto a disdire il contratto ed a ritornare con il vecchio gestore o con un altro più conveniente. Cosa fa ENI a questo punto? Cosciente della fregatura data i suoi clienti, istruisce gli operatori del call center affinché chiamino coloro che hanno disdettato il contratto affinché ritornino con il cane a sei zampe. Promettono nuovamente un ribasso sui consumi e ritentano la fregatura.

Insomma per la società dil Enrico Mattei è normale proporre un prezzo per poi cambiarlo dopo l’accettazione del contratto con prezzi inferiori. Per essa è normale anche riproporsi come fornitore ai clienti persi abbassando i prezzi che erano stati alzati nel silenzio più assoluto. La pretesa è quasi demenziale. Il cliente che, inizialmente ha creduto alle parole di ENI disdettando un contratto già in essere per aderire ai piani tariffari della suddetta società, che poi ha dovuto disdire quello con ENI per tornare al vecchio gestore, dovrebbe tornare a disdire il contratto appena effettuato per farsi fregare ancora dalla stessa società.

Gli operatori del call center non hanno alcuna colpa delle manovre balorde di chi gestisce l’acquisizione della clientela. Ma sono loro, purtroppo, che ricevono i peggiori insulti da parte di chi si sente preso in giro due volte.

Anche se il cane a sei zampe dice nella pubblicità che è fornitrice diretta di energia elettrica, facendo intendere che non passa da ENEL per poi rivendere la stessa elettricità, non solo non è competitiva, ma usa metodi che rasentano la truffa per ottenere maggior introiti. Per cui, utenti di tutta Italia, diffidate da ENI e rimanete con i vostri attuali fornitori ricorrente elettrica. Ne va del vostro portafogli!

 

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