POTERE MALATO

Image and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic

Seguici su Facebook

Mai un popolo come l’italiano ha avuto tanti idioti ai posti di governo. Mai un popolo, come l’italiano, è stato reso servo e schiavo dalla delinquenza organizzata che spadroneggia in ogni angolo del Paese. Mai un popolo, come l’italiano, ha dovuto subire l’umiliazione di vedere i propri diritti calpestati proprio da chi avrebbe dovuto difenderli.

Il nostro è un popolo che ormai sopravvive giorno dopo giorno, che subisce l’onta dei delinquenti, dei politici, dei poteri forti che continuano a martellare su quel poco che è rimasto ancora da salvare di questo paese andato in malora.

Berlusconi non aveva tutti i torti quando diceva che il comunismo esisteva ancora, che era pura follia credere che fosse stato cancellato dalla storia e dagli eventi. Il comunismo è sopravvissuto cambiandosi d’abito, indossando quello meno vistoso, strisciando fra poltrone di stato, scranni di governo e amministrazioni delle banche. Si è insediato con forza nei punti vitali della nazione. E ora ne tiene ben salde le redini.

Le leggi varate in continuazione da costoro vengono eluse proprio da chi le disegnate, votate, emanate. La frase “La legge è uguale per tutti” è diventata una barzelletta a cui non crede più nessuno, e questo perché i poteri economico e politico sono entrati anche nella magistratura, dove i funzionari, quelli con il martello in mano che sanciscono sentenze, prima di condannare o assolvere qualcuno, valutano il suo colore politico, quello della sua pelle, il suo passato istituzionale, il suo potere attuale. Non si basano più sull’articolo di legge, ma sul potere di interazione sociale e statale dell’imputato. Sentenze folli davanti alle quali i primi ad inorridirsi sono i magistrati che non si sono venduti, che non hanno accettato di essere i burattini consapevoli di un disegno che mira allo scontro civile, alla reazione armata, al sangue per le strade.

Questi magistrati onesti, i pochi rimasti, spesso devono tacere per non essere colpiti a loro volta dalla scure pronta a cadere sulle loro teste nel caso dovessero solo pensare di denunciare i misfatti che i loro colleghi togati compiono ormai a ritmo quotidiano. E chi lo ha fatto, chi è stato così audace, ha pagato a caro prezzo la sua onestà.

La forza distruttiva con la quale la politica, i poteri economici e la magistratura stanno distruggendo l’Italia è impressionante.

Il nostro paese è fondamentalmente governato da comunisti arricchiti all’ombra delle banche che hanno creato, o alle quali si sono venduti, dalla magistratura che condanna la vittima ed assolve il colpevole, dalle banche che chiudono linee di prestito uccidendo consapevolmente gli artigiani e i piccoli imprenditori, da una Chiesa che guarda al mondo con un ritardo di 300 anni solari, da una forza economico finanziaria che spadroneggia indisturbata distruggendo cinicamente tutto ciò che gli si para davanti e che può essere d’ostacolo al proprio interesse.

Noi siamo governati da pupazzi che si interscambiano tra loro, come le comparse di un teatro, volteggiando con disinvoltura da un banco del Parlamento all’altro, da una poltrona di sindaco a quella di primo ministro. Abbiamo pupazzi che si infilano ora sotto quella bandiera, ora sotto quell’altra, che cambiano camicia, ideologia, interessi da un giorno all’altro, che da destra passano a sinistra a viceversa. In poche parole, siamo governati da papponi politici, siamo comandati da truffatori e ladri, da mafiosi e dementi, da ignoranti e incapaci, da bifolchi e sciacalli, da puttane e froci.

E’ a questa gente che vanno i nostri soldi. Sono queste le persone che si accaparrano stipendi faraonici pagati con il nostro sudore. Sono questi personaggi che vanno in  pensione dopo pochi mesi di inutile parlamentarismo,  con mensilità da capogiro per le quali, quando se ne chiede spiegazione, ti guardano con sdegno, come se tu non  fossi uno dei tanti che gli permette di vivere da aristocratico acquisito.

Abbiamo personaggi voluti dalla deformata mente comunista che vogliono imporci modelli di vita demenziali, oltre che offensivi della nostra storia e cultura. Abbiamo imbecillità di governo che dicono follie da camicia di forza come quella che vorrebbe insegnarci che la cultura rom è un patrimonio da salvaguardare, oppure che l’assegnazione delle case popolati spetta prima ai tagliagole e stupratori d’Africa e del Medio Oriente, e ancora che dovremo adattarci al modello di vita importato dagli extracomunitari, che non sono questi a portare malattie e criminalità, ma noi ad impestarli e ad insegnare loro a delinquere.

Abbiamo negre i cui padri sono capi tribù di terre oscure e non ancora del tutto esplorate che adorano le termiti, negre che arrivano da luoghi dove si pratica il cannibalismo e che si permettono di sedersi dietro la cattedra della loro barbara saccenza per dire ad un popolo,( la cui storia da sola basterebbe a sotterrarle per l’eternità), che siamo obbligati ad accogliere la feccia del mondo. Negre che sono arrivate clandestinamente, e che solo una mente malata come quella comunista poteva dare loro poteri parlamentari per scarcerare zingari autori di reati i quali, dopo poco tempo sono stati nuovamente arrestati per aver commesso altri reati.

Ma che razza di paese è questo che permette a certe nullità di aprire bocca, che concede poteri istituzionali a personaggi che fino a ieri accendevano il fuoco con i legnetti, o ad altre persone che si dichiarano figlie del popolo mascherando la loro vera origine, ovvero quella le cui famiglie navigano nell’oro nero e nei consigli di amministrazione delle banche volute dai comunisti italiani. Ma che popolo imbecille è il nostro che si lascia defecare sulla testa dal primo coglione destinato a fare il burattino dei poteri forti e che viene posto sulle poltrone di comando con una serie di golpe per i quali si dovrebbero riattivare i plotoni di esecuzione.

Dov’è il nostro retaggio storico, il nostro DNA romano coniato davanti a  Cesare e Augusto che ha permesso di civilizzare un mondo che viveva nelle tenebre della propria ignoranza, che ha civilizzato popoli che vivano ancora nelle palafitte e nelle capanne di paglia. Dove è finito il nostro sangue guerriero, capace di affrontare battaglie epocale, di vincerle con la forza del coraggio, dell’eroismo, della propria dignità di soldato e di uomo.

Guardiamo indifferenti le orde africo-asiatiche invadere la nostra terra tra gli applausi dell’imbecillità di governo. Vediamo il valore di quei pochi nostri connazionali che vengono presi a manganellate dalla polizia dietro l’ordine di un prefetto politicizzato, indegno di tenere i ruolo che gli è stato conferito, incapace di agire a nome dello stato quando Roma viene paralizzata dal un funerale da circo equestre inscenato da centinaia di delinquenti che danno l’estremo saluto ad un avanzo di galera. In altri tempi una simile oscenità sarebbe costato il posto al funzionario di stato che dormiva sonni tranquilli. Ma oggi c’è il comunismo alla Vauro, quello che disegna le vignette a favore degli esodati, dei cassa integrati, degli extracomunitari stando seduto con il  suo culo d’oro sulle poltrone del suo super attico. E allora tutto è possibile. Allora possono esistere i prefetti che caricano con la forza dello Stato i poveracci per poi girarsi dall’altra parte quando dovrebbero fare il loro dovere. Esistono i primi ministri che occupano indegnamente e abusivamente la poltrona dalla quale spremono l’economia dei singoli individui per foraggiare le associazioni e fondazioni pro immigrati e che anch ‘essi lasciano correre quando i parlamentari evadono 93 miliardi di IVA dovuta dai ricavi del gioco d’azzardo.

E’ un Paese, il nostro, che non può più essere curato. Vi sono troppi malati e troppe malattie. Questo Paese va raso al suolo e con esso vanno liquidati tutti coloro che lo hanno reso per ciò che è oggi. Nessuna cura è in grado di ristabilire l’ordine delle cose. Occorre l’eutanasia. Questo Paese deve morire e con esso i responsabili dello sfacelo al quale lo hanno portato.

Solo così il comunismo e la feccia immonda che lo rappresenta potranno divenire un periodo storico lontano da archiviare nei più profondi meandri della memoria umana.

Solo sulle sue ceneri sarà possibile ricostruire un paese diverso e normale, proprio come l’Araba Fenice. Dalla distruzione e dal sangue la rigenerazione delle regole naturali  della vita.

1 Comment on "POTERE MALATO"

  1. Benitoquello vero | 2 novembre 2015 at 0:50 | Rispondi

    Parole sante santissime…. Che non servono a niente. Noi italiani Simao diventati un popolo di vigliacchi, ci crediamo Tutti dei grandi politici , Parliamo Sempre Di politica in Piazza dal barbiere al Bar poi andiamo a Casa mangiamo, beviamo, scopiamo la moglie e ci addormentiamo scordandoci della Nostra Amata italia che sta morendo. Il Giorno dopo…si ricomincia bar , Piazza , Barbiere , Vino moglie politica e ci scordiamo che l italia sta morendo che la feccia Dell umanita ci sta invadendo e che presto Dovremo concedere loro le nostre Madri mogli e figlie. Eppure basterebbero solo 50 veri italiani Decisi veramente Decisi… Diamoci un Segnale

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: