Tale padre, tale figlia.

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Offendere questo personaggio sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Figlia del vicepresidente della Banca Etruria, assurto a tale mansione dopo che la stessa figlia del ladro era diventata ministro,è anche azionista della stessa banca ed il fratello (della figlia del ladro) è dipendente. Insomma un conflitto di interessi talmente palese che la ministra dovrebbe essere presa a calci in culo solo per questo. Ora, alla gente che suo padre ha truffato, si permette anche di dire che non devono rompere il cazzo. Facile, ministro dei miei coglioni, parlare con il culo al riparo dalla miseria, con una banca di proprietà, con le casse personali piene dei soldi dei contribuenti (provenienti dal lauto stipendio) ed ora anche con i soldi rubati ai correntisti della banca di papa’. Facile fare la ministra in questo condizione e parlare da aristocratica con la puzza al naso dopo aver turlupinato, truffato, tradito e rubato so0ldi a 130 mila famiglie. Le immediate dimissioni sarebbero il minimo gesto da compiere, se si avesse ancora un minimo di onestà intellettuale e morale e se vi fosse ancora un briciolo di dignità personale. Ma i soldi e il potere hanno fatto impazzire queste menti, già avide di natura, ed ora oltre al danno si aggiunge anche l’insulto. La ministra in questione ha una sola fortuna, quella di essere appunto ministra di un popolo di coglioni. E non mi riferisco alle povere vittime che sono state truffate dalla banca di suo padre, ma agli altri, ovvero a coloro che leggono di certe azioni e non si alzano dalla loro poltrona decisi a togliere di mezzo questa feccia che pretende di governarci pur non avendo diritto di farlo. A quando la rivolta? A quando le corde? A quando la pulizia parlamentare e senatoriale? Ci hanno rubato la dignità e la sovranità popolare, ci hanno messo in ginocchio con una crisi senza precedenti, ci stanno uccidendo giorno per giorni con tasse inique e assurde. E come se già tutto questo non bastasse, ci rubano, nel vero senso della parola, anche i risparmi di una vita. Qualcuno potrebbe dire: “Ma dovremmo fare una rivoluzione per una ministra il cui padre è un criminale?” No di certo, ma dietro questi avvenimenti, in cui vi sono altri tre istituti di credito altrettanto criminali come banca Etruria, vi è l’intero governo che non ha preso e arrestato i responsabili del disastro economico delle 130 mila famiglie. Anzi, ha cercato di prendere per il culo gli italiani con il solito metodo parolaio, cercando di far intendere che le vittime della truffa erano in realtà dei coglioni perché hanno accettato condizioni pericolose che sapevano all’atto della sottoscrizione delle obbligazioni capestro. Tutti sanno che non è stato così. Tutti sanno che vi è stata una truffa colossale e che persino l’Unione Europea ha condannato, non gli obbligazionisti, ma le banche per aver venduto veleno. Il governo, invece di prendere per le palle quei bastarti di banchieri, li difende. Renzi, dopo aver insultato l’intelligenza di coloro che si sono fidati dei rispettivi direttori di filiale, vuole dare “ristoro” ai truffati. Ancor prima, Il ministro delle finanze Padoan ha parlato di aiuti umanitari da elargire ai truffati. Insomma i correntisti, gli obbligazionisti e gli azionisti delle quattro banche criminali sono diventati degli extracomunitari a cui dare l’obolo della sopravvivenza. ecco perché questo governo va liquidato in maniera sbrigativa e senza troppe perdite di tempo in processi e audizioni. Il loro operato, i termini che usano, la disinvoltura con la quale affrontano il letame che loro stessi creano, il distacco e l’indifferenza verso le persone colpite dalle loro politiche e la loro indole a difendere i criminali, li rende già colpevoli dei massimi reati che si possono commettere contro un popolo. Andrebbero impiccati ai lampioni delle città, e confiscati tutti i loro beni, frutto di ruberie, truffe, appropriazioni indebite e reati ancora peggiori. Se il popolo, o una parte di esso, iniziasse a far “cadere” quale ladro di questi, colpevole di aver compiuto o coperto azioni criminali di altri suoi pari, o di coloro che ruotano attorno alla mangiatoia politica, forse, davanti alle telecamere, si inizierebbero a vedere le loro facce un po’ meno sorridenti e meno sbruffone. Si inizierebbe a intravedere qualche ruga in più dovuta alla preoccupazione di stare per un altro giorno seduti sulle loro poltrone. Si noterebbe una viso più bianco di paura e meno strafottente. Si deve iniziare a far “cadere” le teste di politici, banchieri, massoni, speculatori finanziari e predatori stranieri. Solo così l’Italia può cambiare, solo così le vittime della criminalità organizzata di governo potranno ottenere giustizia da questo brando di malfattori impuniti.

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