UN PARLAMENTARE PICCOLO PICCOLO

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Credendo di creare chissà quale fatto clamoroso nella storia di questa scassata e deforme repubblica, un parlamentare ha presentato nel 2015 un disegno di legge che prevede pene severe per chi non reprime il proprio pensiero politico, qualora questo fosse differente ed opposto al promotore del ddl.
In parole povere il ddl presentato dal fenomeno politico vorrebbe zittire coloro che non pensano come la sinistra e che non si allineano ai voleri del sionismo.
L’autore di questo piano stalinista? Manco a dirlo, Emanuele Fiano, l’ebreo che viene da un kibbutz libico e che è salito alla vetta della politica facendo qualche apparizione tra le liste di alcune circoscrizioni milanesi. Poi, una volta abbracciato il Renzi-pensiero, ha fatto il salto di qualità salendo al trono del Parlamento senza alcuna elezione popolare. Insomma un altro abusivo che si fregia di un titolo che non detiene.
Eppure, in televisione, perorando la sua grande creazione legislativa, ha avuto il coraggio di affermare che egli è un parlamentare che rappresenta il popolo dal quale ha avuto mandato elettorale. Falso e ipocrita come i suoi intenti legislativi.
Emanuele Fiano è la rappresentazione dell’impostura fatta persona. Ma visto che il Parlamento lo ha accettato tra le fila degli impostori e la popolazione non lo ha preso a calci nel culo proprio per la sua illecita posizione, compie i suoi danni presentando emendamenti, ddl, interrogazioni parlamentari, tutte volte alla tutela della razza (la sua) e in difesa delle razze altrui (migranti).
Dal 2013 ha sfornato una serie di interrogazioni parlamentari che hanno coinvolto diversi movimenti politici e culturali a lui non graditi, il tutto farciti con l’odio e il rancore tipici di quei sionisti che dimostrano di non essere mai sazi di vendetta. Un po’ come quei quattro residuati bellici dell’ANPI di Savona che non hanno gradito l’intitolazione di una targa per Giuseppina Ghersi, uccisa propri dalle loro mani all’età di 13 anni, nel periodo in cui i macellati con il fazzoletto rosso al collo scorrazzavano indisturbati a compiere le loro carneficine.
Il motivo di così tanto risentimento da parte dell’ANPI? Era fascista, e tanto è bastato perché dopo oltre 70 anni dalla messa in atto della macelleria di piazzale Loreto, quei quattro predicatori d’odio sopravvissuti continuassero a dimostrare il loro istinto assassino e criminale.
Emanuele Fiano, benché più giovane, ha dimostrato lo stesso odio atavico dei senili partigiani. E non è certo un complimento.
Ma se per i partigiani di Savona non può che esserci repulsione e disprezzo, per Fiano c’è, invece, gratitudine. Senza un disegno di legge come quello da lui presentato, il fascismo non avrebbe potuto più parlare cosi tanto di se come in questo periodo. I network sono stati inondati di immagini del Duce, della RSI, dei combattenti per l’Italia fascista, e su Fiano sono caduti gli epiteti più divertenti e, allo stesso tempo, più diffamatori che mente umana potesse concepire. Certo, non è bello offendere un cosiddetto “parlamentare”, ma non è neanche normale pretendere di mettere al bando un’idea politica che a distanza di tanti decenni continua ad essere raccontata ad uso e consumo di sionisti, partigiani e comunisti.
Si potrebbe dire che Fiano ha commesso un autogol, accecato dal suo odio sionista che vede nazisti e fascisti ovunque e di cui, evidentemente, teme  i loro fantasmi. La coscienza sporca porta spesso questi effetti.
E poi si sa, quando il sionismo non riesce ad averla vinta con le sue bugie, le sue distorsioni e manipolazioni storiche, conduce ogni cosa sul piano della legge e crea ddl “ad hoc” affinché la storia e i pensieri politici ad esso contrari diventino reati. Ed ecco che, per Fiano, non dovremo più alzare il braccio destro, sporgere il mento e mettere le mani sui fianchi. Ciò ricorderebbe quel tremendo e sanguinario dittatore di nome Benito Mussolini, lo stesso che fondò questa testata e che la condusse per diversi anni prima di diventare Duce d’Italia a suffragio universale, (lui si votato dal popolo, non come Fiano che è entrato dagli scantinati del Parlamento.) Ma non solo. Non si potranno pubblicare o detenere immagini, gadget e quant’altro che richiami l’ideologia “nazifascista”, cioè un’ideologia che non è mai esistita e il cui termine è stato coniato da quella banda di criminali che ancora oggi, a Savona, fa  parlare di se nella forma più aberrante.
Per mantenere alta l’importanza del suo ddl, Fiano, in Parlamento, parlando di Mussolini lo ha definito assassino. La nipote del Duce non poteva certo starsene zitta. E così, irritata da quell’attacco personale più che politico, ha rintuzzato all’ebreo sionista Emanuele Fiano il fatto che non fu fatto alcun processo a carico di Mussolini. Lo zittirono prima per timore che parlasse e che svelasse retroscena sui quali partigiani, comunisti e sionisti hanno banchettato per oltre 70 anni.
Fiano vorrebbe anche cancellare i monumenti del fascismo per lo stesso principio legato a gadget e immagini del Duce. Ma in questa sua folle impresa non è solo. C”e anche un altro super comunista, un certo Luciano Violante di cui si parlò qualche decennio fa, prima che scivolasse nel buio dove però continua a spargere veleni ideologici.
Quindi il disegno di legge a nome Fiano, vorrebbe eliminare ogni possibile ricordo del fascismo. Ecco perché non è sbagliato allineare costui ali macellai partigiani. Anche loro cercarono di compiere la stessa azione. Ma lo fecero con le armi, uccidendo chiunque fosse in odore di fascismo, ammazzando famiglie intere che avevano un loro congiunto arruolato nelle fila della RSI.
Fiano fa ancora questi distinguo, a distanza di 70 anni dalla fine di una guerra atroce. Mente e mistifica ancora la storia, omette, nasconde, modifica, amplifica e riduce i fatti storici a secondo il suo interesse politico.
Nno ha ancora capito, che anche se quel ddl dovesse passare al senato, egli rimarrà comunque quell’essere piccolo che è sempre stato. Emanuele Fiano è nessuno di fronte alla forza della storia. I sionisti come lui potranno spellarsi le dita a forza di scrivere emendamenti, leggi e falsità sul conto di Mussolini e del fascismo. La verità verrà sempre a galla perché essa è come un palloncino gonfiato ad elio immerso in un mare di bugie.
Con cosa vuole sostituire 23 anni di storia? Come vuole cancellare le opere sociali compiute dal fascismo? Con l’immigrazione clandestina ed incontrollata? Con la distruzione e l’occupazione della Palestina? Con i morti ammazzati in nome della Torah?
Vuole cancellare i monumenti fascisti mettendo cosa al loro posto? La distruzione dei reperti archeologici di Pompei ed Ercolano?
Questo minuscolo individuo vuole fare tabula rasa di cose ancora oggi esistenti per mettere il nulla al loro posto.
Il partito in cui egli milita, il Pd, e l’ideologia che persegue, il sionismo, non hanno creato nulla di decente, di migliore. Hanno distrutto una civiltà, una nazione. Hanno demotivato le generazioni successive alla guerra mondiale rendendole stupide, timide, paurose. Incapaci di capire cosa sia il senso di amor di patria, di unità nazionale di compattezza sociale. Una massa di dementi che non si rende conto del pericolo verso il quale è spinta, tanto da elogiare le iniziative e coloro che la stanno spingendo verso il baratro.
Fiano e la sua cricca sono tutto questo. Ma almeno lui sarebbe passato in sordina se fosse rimasto a percepire il suo stipendio da illecito parlamentare.
Invece no. Da buon sionista egocentrico ha voluto strafare. Ha sperato di diventare immortale nella storia per aver dato il colpo definitivo al fascismo, un’ideologia peraltro che non potrebbe più esistere mancando le basi sulle quali riposizionarsi. Ma questo Fiano,e gli altri come lui non lo capiscono. Sono tori infuriati che caricano a testa bassa senza neanche comprendere chi e cosa stiano caricando.
Ad Emanuele Fiano non verrà mai in mente di aver fatto un colossale errore ridestando quello che era sopito ma mai spento. Non comprenderà mai che il suo gesto ha riacceso l’orgoglio e la fierezza di ammirare e seguire le orme di un personaggio storico la cui grandezza è ancora oggi talmente elevata che non esiste paragone con quell’uomo piccolo piccolo, pieno di rancore e di odio che cerca di sfogare con una perpetua  vendetta che non riuscirà mai ad ottenere. Comunque vada, e Fiano lo sa, mentre Mussolini rimarrà sempre e comunque nella storia del sionista dalle folte ciglia rimarranno solo poche tracce organiche date dal suo passaggio in Parlamento, nelle cui cantine continuerà a giacere il suo odio scritto su un disegno di legge folle e bizzarro come la sua spicciola e mediocre voglia di rivalsa.

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